Leggo con calma, un pochino svogliato, avrei altro da fare ma non voglio mettermi subito a lavorare.

"L'anticonformista gruppo britannico, che viaggia senza contratto sin dalla pubblicazione del disco precedente, ha deciso di scavalcare la tradizionale catena di distribuzione e di mettere in vendita direttamente online il proprio lavoro".
Questo è già un passo avanti ma c'è chi lo fa già da diversi anni anche se comunque è una cosa lodevole...
Continuo nella lettura e rimango di sasso nel leggere che...
"Nel carrello dell'e-shop realizzato per l'occasione, la voce relativa appare vuota, seguita da un punto interrogativo che rimanda ad un'altra pagina: "it's up to you" si legge, spetta a chi acquista decidere il prezzo. E per chi restasse perplesso, un nuovo punto interrogativo rimanda ad una terza pagina che ribadisce il concetto: "no really, it's up to you" ("no, guarda, tocca proprio a te"). In Rainbows è insomma in vendita a offerta libera: può bastare anche solo qualche centesimo per portarsi a casa i dieci nuovi brani originali. Non solo: se non si paga nulla e se l'album piace si può sempre tornare sul sito e lasciarci qualche soldo".
Non ci credo.
Rileggo.
Non ci credo dai.
Rileggo lentamente.
E' proprio così...
Sapete qual è stato il mio primo pensiero?
Lo pago più che volentieri questo disco e in culo alle Major.
Cigno
